Descrizione Progetto

Aprirà il 7 marzo alle ore 18 la XXII edizione del Premio Pino Pascali, assegnato  all’artista Zhang Huan, come annunciato a Venezia nell’ambito della mostra Pino Pascali – dall’Immagine alla Forma. A conferire il premio all’artista una giuria composta dai curatori Maria Grazia Costantino e Marco Scotini, presieduta dalla direttrice del Museo Pino Pascali Rosalba Branà. La premiazione sarà posticipata a data da destinarsi per l’assenza dell’artista a causa delle restrizioni sanitarie internazionali.

Aprire la mostra di Zhang Huan in questi giorni difficili vuole essere anche un segnale di amicizia e di vicinanza al popolo cinese, che sta vivendo un momento delicatissimo e di grande sofferenza. Questo progetto, che vede protagonista uno dei più importanti artisti cinesi, riconosciuti a livello internazionale, offre inoltre l’occasione per sensibilizzare la conoscenza, la condivisione e l’incontro tra due culture in un territorio, come la Puglia, che da tempo sta lavorando alla costruzione di uno scambio proficuo con la Cina. L’arte contemporanea rappresenta, in tal senso, un fondamentale fattore di sviluppo culturale, sociale ed economico e una istituzione come la Fondazione Pino Pascali è in prima linea nel mettere le proprie competenze e progettualità al servizio del dialogo interculturale tra popoli e nazioni.

La mostra, intitolata 55 Love (dove 55 sono gli anni compiuti dall’artista nato nella provincia di Henan nel 1965), è infatti un vero e proprio atto di amore verso l’arte e la vita, con un focus specifico sulle performances realizzate negli Stati Uniti, in Italia e in Cina. Grandi opere fotografiche e video, tutte provenienti da collezioni italiane, ripercorrono la storia artistica di Zhang Huan a partire dagli anni ’90. Un viaggio visivo emozionale all’insegna di valori universali inalienabili. Nella mostra sono presenti immagini dai contenuti forti ed espliciti pertanto è rivolta ad un solo pubblico adulto.

Zhang Huan affronta la complessità della vita: la storia, l’identità, la violenza, la religiosità sono il fulcro della poetica dell’artista. Dalla performance alla fotografia, dalla scultura alla pittura al video, l’artista è alla ricerca di un’armonia tra l’uomo e la natura troppo spesso dimenticata. Zhang Huan coglie con mirabile emozione l’atto di congiunzione tra materia e spirito – spiegano i giurati del premio. La mostra dà l’avvio alla programmazione 2020 del Museo, che quest’anno festeggia 10 anni dalla nascita della Fondazione Pino Pascali, istituita nel 2010 a Polignano a Mare.

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Zhang Huan si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Pechino dove studia pittura. Dopo un periodo di 8 anni trascorso a New York, dal 2005 l’artista vive e lavora a Shanghai. All’inizio della sua carriera, negli anni ’90, il suo principale mezzo espressivo è il corpo, molto spesso nudo, che l’artista sottopone a condizioni di pericolosità elevate. Il suo linguaggio è volutamente eccessivo ed estremo, incentrato su tematiche politiche, culturali, sociali legate al contesto cinese, performance scabrose che mettono in scena sofferenze fisiche e che lo portano verso la fama e il successo in ambito internazionale. Nel periodo americano le performances sono sempre più  elaborate e complesse e coinvolgono un gran numero di partecipanti. Con il suo ritorno in Cina l’artista si dedica prevalentemente all’installazione, alla scultura e alla pittura. Per queste ultime in particolare, introduce l’utilizzo di un materiale inusuale a lui molto caro: la cenere degli incensi che raccoglie nei templi.Per l’artista questa ha una forte valenza simbolica che rimanda alle memorie collettive e al ciclo della vita – suggerendo la possibilità della rinascita spirituale. Tra le recenti mostre personali dell’artista ricordiamo Tra le recenti mostre personali ricordiamo quelle presso PAC, Milano (2010), Forte di Belvedere e Palazzo Vecchio, Firenze (2013), Carriageworks, Sydney (2015), Storm King Art Center, New York (2014), Where can the dust Alight, Pace Gallery Hong Kong, 2016 e Let there be light, Pace Gallery New York, 2015. Il suo lavoro è stato incluso nella mostra ‘Il mondo vi appartiene’ (2011-12) presso Palazzo Grassi e nel Faena Art Festival 2019 a Miami. Ha partecipato alla Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Triennale di Yokohama, la Biennale di Gwangju, la Biennale di Shanghai.