Gli animali. Le "finte sculture". 1966/67

In questo ciclo di opere Pascali non cerca più la 'verosimiglianza' con il reale come era accaduto per le 'armi' ma già nell'uso del materiale, tela e struttura in legno, materiale industriale (gli scovoli di acrilico) dei bachi da setola o peluche sintetico per la vedova blu è chiara l'intenzione dell'artista: ricostruire una nuova Arca di Noé ingigantita dall'occhio di un bambino, grandi animali leggeri come nuvole oppure realizzati come giochi di peluche ma sempre sovradimensionati.

Egli stesso le chiamava le finte sculture: sono trofei di caccia, colli di giraffa, code di delfini e balene, rettili. La tela viene tagliata e usata con una tecnica precisa come un tappezziere può preparare la struttura di un divano (Pascali ha comunque realizzato il salotto dei suoi genitori), i tagli sono netti e precisi, la grandezza smisurata di queste 'finte sculture' finisce per fare da controaltare alla propria leggerezza poiché l'interno è vuoto. Così Pascali introduce un elemento linguistico nuovo: priva la scultura di una sua precisa connotazione, il peso. I bianchi animali ricordano le sculture e i bassorilievi del romanico pugliese che l'artista ben conosceva e che il suo fervido mondo immaginario aveva rielaborato inconsciamente.

Infatti, pur senza mai citare la Puglia o Polignano o le memorie d'infanzia e adolescenza pugliese, la poetica, il linguaggio, le forme, i temi nascono da un substrato mediterraneo e meridionale che si incontreranno a Roma con le esperienze artistiche internazionali (Pop Art, minimalismo americano, Arte Povera, performances).

Il ciclo delle 'finte sculture' si divide essenzialmente in due gruppi: il primo comprende gli animali preistorici: (dinosauri, balene, delfini, pescecane, rettili) mentre l'altro si ispira alla natura pura e incontaminata. bianche scogliere, il mare, le cascate, i bambu.

In queste opere è più forte la componente scenografica ma anche elementi di surrealtà visibili nella capacità di mescolare abilmente e con l'ironia che sempre accompagna il lavoro di Pascali, il gigantismo dei giocattoloni, il monumentalismo del bianco romanico pugliese, i fumetti di B.C. che l'artista amava leggere.