Frammenti anatomici

Tra il 1964 e il 1965 Pascali realizza opere che hanno come soggetto il corpo femminile, tra cui: “Omaggio a Billy Holiday” (GAM Torino), “La Gravida/ Maternità” 1964 (MACRO Roma), ”Labbra rosse” 1964 (Museo di Belle Arti Nantes), “Primo piano labbra” 1965 (GNAM Roma), “Torso di negra” 1964/65 (GNAM ROMA).

Nel 1964 alla Biennale di Venezia sbarca la Pop Art americana, Pascali ne assorbe il clima, come del resto altri artisti (Franco Angeli, Schifano, Festa) e con la sua genialità rielabora temi e soggetti in modo personalissimo e in versione italiana. Sono pitto-sculture da muro, alcune  tridimensionali, sono frammenti di corpi ingigantiti, quasi il suo occhio fosse uno zoom fotografico per rimarcare la finzione dell’arte, i riferimenti ad Oldemburg sono evidenti, ma rispetto agli artisti pop che offrono un ‘congelamento’ della realtà, Pascali vi aggiunge la sensualità, l’eros di chiara matrice mediterranea.  

Negli stessi anni esce il film di Federico Fellini “Boccaccio ’70” (1962), penso all’episodio “Bevete più latte” con Anita Ekberg e Peppino De Filippo, nel 1964  Mary Quant, stilista inglese, esplode con la ‘minigonna’,  agli inizi degli anni ’60 Pino Pascali ascolta la musica di Billy Holiday, tragica e sfortunata vocalist afro-americana. In questo clima vanno inseriti i ‘frammenti di donna’ , su tele centinate, quasi dei monocromi, il bianco su bianco della “Gravida”, il nero su nero di “Torso di negra”, il rosso infuocato delle “Labbra”, opere  di forte impatto emotivo,  che pur risentendo della Pop Art, pescano anche nell’immaginario del Surrealismo, pensiamo a  Salvator Dalì al suo famoso divano a forma di labbra di Mae West.